Lunedì 28 Luglio 2014

Kosovo: Russia e Serbia affilano le armi

18 Marzo 2008

E’ passato un mese dalla proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo dalla Serbia, pronunciata dalla leadership albanese di Pristina, e affiorano le prime violente  resistenze da parte della minoranza serbo-kosovara. Venerdì scorso, esponenti di questa comunità hanno occupato un tribunale amministrativo gestito dall’Onu nel quartiere nord di Mitrovica, città del Kosovo settentrionale divisa dal fiume Ibar in un quartiere a maggioranza serba e in uno a maggioranza albanese.

Il blitz lanciato ieri da poliziotti e soldati delle missioni Unmik (Onu) e Kfor (Nato) per porre termine all’occupazione dei dimostranti serbi, è sfociata in duri scontri a fuoco costati la vita ad un agente ucraino dell’Unmik e oltre 150 feriti. La virulenza degli incidenti ha spinto le forze della missione di pace internazionale ad abbandonare temporaneamente l’enclave serbo-kosovara e ad istituire una legge marziale di fatto nella città. Nell’ultimo mese c’erano già state avvisaglie di possibili azioni eclatanti da parte dei serbi di Mitrovica, in segno di protesta contro la secessione del Kosovo dalla madre Serbia. In particolare, si sono registrate scaramucce sporadiche tra residenti serbo-kosovari, personale internazionale e locale che giungeva da Pristina.

Mentre il governo kosovaro chiede a Onu e Nato di rispondere appropriatamente agli attacchi, senza cedere a ipotesi di compromesso con ‘i fuorilegge manipolati da Belgrado’, la Nato ha precisato che la Kfor reagirà con fermezza a ogni tentativo di violenza, come previsto dalla risoluzione 1244, votata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu nel 1999. La presidenza Ue ha espresso rammarico per quanto accaduto a Mitrovica. Da Bruxelles è partito un invito alla moderazione, insieme all’auspicio che tutti gli sforzi delle parti in causa siano rivolti alla creazione di un Kosovo multietnico e multiconfessionale.

Al contrario, Serbia e Russia hanno condannato l’uso spropositato della forza a Mitrovica da parte dell’Unmik e della Kfor, quando – a loro dire

Commenti
miglioli massimo
19/03/08 14:24
Purtroppo in kosovo come in
Purtroppo in kosovo come in altre parti della ex jugoslavia sono state fatte spartizioni e prese di posizione opportunistiche senza analisi di chi fosse vittima o carnefice. I più prepotenti hanno mediamente prevalso (Croati nell'area di Knin, serbi in Bosnia, albanesi in kosovo,...). L'occidente ed ancora più colpevolmente l'Europa ha usato pesi e misure suo piacimento (Intangibilità dei confini in Croazia e Bosnia, autodeterminazione in Montenegro, Kosovo,...) ed ora cerca di giustificare l'ingiustificabile impedendo ai Serbi di Mitrovica e zone limitrofe di fare una Contro-secessione del tutto equivalente a quella degli Albanesi. Ricordo che la pulizia etnica in kosovo è iniziata MOLTO prima dei noti eventi e che i serbi erano la popolazione più povera e discriminata e tale operazione si è conclusa sotto il patrocinio della NATO con molti morti dimenticati in campo serbo. Il Kosovo era Serbo a meno di non risalire agli Illiri e gli albanesi erano visti come una "importante Minoranza" nel Milione (Istituto Geografico de Agostini) fino al 1961. Se arriveremo ad una secessione nella secessione, faremo di fatto la cantonizzazione raccomandata da Milosevic quale Commissario per il Kosovo in tempi utili ad evitare quello che poi è successo. Concludo dicendo che un popolo umiliato è un potenziale pericolo ed è vergognoso che venga proclamata l'"amicizia" con il popolo serbo mentre lo bombardiamo. Anche se probabilmente non ho la vs visione, ho ritenuto opportuno inviare queste brevi note in quanto il Vs. articolo mi è sembrato globamente ragionevole ed onestamente ritengo che questo atteggiamento di Forte con i Deboli (Serbi) e Debole con i Forti (Cinesi in Tibet) non ci faccia onore
Giovanni Alessi
20/03/08 00:04
NON RACCONTATE FAVOLE SUL KOSOVO!
Ma come si fa a raccontare tante sciocchezze sul Kosovo! Invito ignoranti, come il signor massimo miglioli, a documentarsi prima di scrivere cose indecenti come quelle qui riportate. Arrivare a sostenere dopo quasi un secolo di pulizie etniche a danno dei kosovari, di colonizzazioni serbe importe dai regimi nazionalisti di Belgrado - prima monarchici, poi comunisti - sui territori kosovari e venire a dire che i 'deboli' sono i serbi.....mi sembra il massimo! Evidentemente questi signori hanno la memoria molto corta o sono foraggiati dai fascisti di Belgrado, sostenuti dai neo-zaristi dei loro alleati russi!
sergio bagnoli
20/03/08 11:09
Kosovo: Russia e Serbia affilano le armi
Il Kosovo è comunque la culla del cristianesimo balcanico. L'Europa e l'Italia per mezzo dei governi di sinistra degli ex comunisti Massimo D'Alema e Walter Veltroni hanno invece deciso di bombardare, unilateralemente, Belgrado e la Serbia, di cui il Kosovo è una regione, colpendo anche molti obiettivi civili con l'unico scopo di umiliare la rinascita cristiana dell'Europa centro- orientale dopo gli orrori dell'ateismo comunista. Per questo motivo era necessario favorire in tutti i modi i musulamani albanesi. Il Kosovo è anche il centro europeo del malaffare dove la mafia albanese, la più forte in Europa con quella calabrese, grazie al controllo a livello continentale del traffico di droga e della prostituzione ha con i soldi comprato i governi di mezz'Europa riuscendo finalmente a proclamare il primo stato malavitoso e filo- americano del vecchio continente. Questo non lo dico io, lo dicono le polizie di mezzo mondo. Se per perseguire questo diabolico piano si è dovuto umiliare il valoroso popolo serbo e con esso tutto il mondo della cristianità dell'Europa oriemtale ( Grecia, Russia, Cipro, Romania ed altri paesi) ai governanti europei poco è importato. Per loro è certamente più importante fare afafri con la massoneria che ascoltare il Papa di Roma. Si ricordino gli italiani il 13 Aprile dei guerrafondai D'Alema e Veltroni! Lo so che non mi pubblicherete ma da uomo libero non rinuncio a raccontare la verità.
joseph
20/03/08 20:54
russia scende in campo a difesa Serbia:scacco alla Nato.
L'articolo è ben costruito e mi ha permesso di comprendere che la Russia attende di intervenire in Kossovo quando la UE e la Nato volessero alzare la voce. Ora si contenta di minacciare l'intervento che già di per sè mina il prestigio Nato ed UE. L'appoggio all'indipendenza Kossovo da paret dell'Italia risulta peraltro un fallimento della politica estera di Dalema e Prodi e non verrei essere nei loro panni quando il contigente italico dovrà alzare i tacchi nel momento in cui la Russia si porrà a difesa dei Serbi kossovari.
Fabio Mosca
20/03/08 23:49
ma quale cristianesimo?
Definire il Kosovo culla della cristianità balcanica è troppo. Vorrei che i signori qui sopra prendessero un qualche libro di storia , ma so che non lo faranno. La presunzione glielo impedisce... La Serbia, come Stato contemporaneo, è nato nel 1866 con l'acquisto dell'indipendenza con moneta sonante al sultano, (altro che guerra d'indipendenza!), di cristiano ha la variante serba dell'ortodossia. Una religione solo per i Serbi, un Dio solo per i Serbi, dei santi solo serbi, ecc.ecc.. I non Serbi non vi possono accedere. Non è universale. Non sono i soli: da quelle parti ogni etnia ha una variante nazionale dell'ortodossia. Questo perchè Costantinopoli, che aveva diffuso il cristianesimo fra gli Slavi del Sud, allora pagani , dopo la conquista del 1204 da parte dei Veneziani, ebbe un crollo totale di autorità. I monasteri che si trovano ancor oggi in Kosovo, l'antica Rascia,vennero eretti nel periodo medievale dagli "imperatori" e principi serbi, che si fecero l'Impero a spese della disgrazia di Costantinopoli, semplicemente come lussuose dimore per la vecchiaia. Tant'è vero che obbligavano tutta la corte a seguirli in monastero. Così erano i tempi. Comunque quei monasteri sono stati rispettati dagli Ottomani, che basavano l'impero sulla religione dando al clero funzioni civili, e dagli Albanesi seguiti come abitatori della Rascia quando i Serbi l'abbandonarono per trasferirsi nell'attuale Serbia. Quanto agli Albanesi. Basta un nome: Skanderberg. E basta ricordare la seconda battaglia del Kosovo contro gli Ottomani, combattuta solo dagli Albanesi, mentre i principi serbi servivano zelantemente il Sultano....
sergio bagnoli
07/04/08 10:08
RISPOSTA AL SIG. MOSCA
Le ricordo, egr. Sig. Mosca, che i libri di stori aio sono abituato a leggerli e forse ho più cultura di lei dal momento che da anni, ne ho ora 40, so che il cristianesimo nella variante ortodossa è acefalo mentre in quella cattolica è universale, riconoscendo al papa il potere spirituale e temporale sull'organizzazione della Chiesa essendo il Vicario di Cristo in Terra. Ma davvero lei pensa al contrario che l'Islam sia una religione universale al contrario del Cristianesimo ortodosso? Suvvia.
andrea
24/11/08 19:34
risposta
Caro Sergio Bagnoli! Direi che ne abbiamo tutti bisogno di imparare, ci sono sempre cose di un popolo che noi non possiamo sapere abbastanza mai e non solo, ma interpretazioni errate che bisogna analizzarle dietro. Beh, io vengo da quella terra, che lei chiama "culla dei serbi" perchè questa è la tesi dei serbi stessi. Vorrei solo portarle qui un'articolo (tra gli innumerevoli): LA COSTRUZIONE DEL MITO SERBO DEL KOSOVO isole.ecn.org/balkan/0002mitoserbo.html E poi per quanto riaguarda la mafia albanese e kosovara che qui si scrive erroneamente come "la più potente.." Sulla Rinascita Balcanica c'è l'articolo: Serbia il punto di incontro della mafia internazionale www.rinascitabalcanica.com/print.php?id=14008 - Non nego la mafia che c'è in Kosovo, ma non dobbiamo dimenticare le altre mafie molto più potente e grande di quella, tutte sono uguali, tutte sono mafie da combattere e nessuno si deve sentire fuori perchè la mafia è stata prima qui più forte che mai, anche se con tutti gli sforzi per combatterla, e poi nei Balcani dopo.
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n° 141 del 5 Aprile 2007.